INTRODUZIONE
Nella campagna italiana degli anni ’30, Giovanni cresce povero ma animato dalla stessa passione per i cavalli che aveva segnato la vita di suo padre.
Da maniscalco di paese approda a Milano, dove un’occasione inattesa lo trasforma in uno dei fantini più vincenti del trotto. La sua esistenza cambia ancora quando ritrova Edda, giovane donna di buona famiglia, e la convince a sposarlo, trascinandola in un mondo più duro e modesto di quello a cui era abituata.
Il loro matrimonio, segnato da caratteri opposti, incomprensioni e un tradimento che lascia ferite profonde, si consuma tra ambizioni, solitudini e un amore mai davvero compreso.
Nel tentativo di creare una famiglia, adottano un bambino dai Martinitt, ma anche questo nuovo inizio si rivela lontano dalle aspettative: il piccolo non condivide la passione per i cavalli e cresce viziato da Edda, erodendo i risparmi di casa.
Quando un grave malore porta via Edda, Giovanni rimane solo, smarrito nel ricordo di ciò che è stato e di ciò che avrebbe potuto essere. Gli ultimi anni, segnati dalla demenza senile, chiudono il destino di un uomo che ha vissuto sospeso tra il sogno delle corse e una vita familiare sempre sfuggente.
“Giovanni, l’ultimo fantino” è la storia intensa di un’esistenza semplice e tormentata, di un amore imperfetto e di un’epoca in cui il destino sembrava scritto dalla volontà, dalla fatica e da un po’ di fortuna.
PREFAZIONE
Ci sono vite che scorrono silenziose, come sentieri di campagna battuti da pochi passi.
Vite che sembrano semplici, quasi ordinarie, ma che nascondono dietro ogni scelta, ogni rinuncia e ogni sogno una densità di emozioni che solo il tempo riesce a restituire.
La storia di Giovanni è una di queste: una parabola umana che attraversa povertà, ambizione, amore, tradimenti, incomprensioni e memorie che lasciano un segno profondo. Per l’autrice, questo libro rappresenta un ritorno e insieme un completamento. L’ultimo fantino è infatti la naturale integrazione del suo primo romanzo, Edda, un’opera che raccontava la vita della protagonista femminile, nata e cresciuta in un ambiente borghese, protetto e benestante. Qui, invece, l’autrice sceglie di dare voce all’altra metà della storia: quella di Giovanni, che arriva da un mondo opposto, povero, rurale, fatto di fatica e di terra. Due vite lontanissime che, incontrandosi, cambiano per sempre il destino l’una dell’altra.
Quella che il lettore tiene tra le mani è una storia vera, romanzata per restituire emozioni, atmosfere e sfumature che la memoria spesso custodisce in silenzio. È la storia di un uomo che ha inseguito un sogno nato nella polvere delle stalle e sbocciato nel fragore delle corse; e di una donna che ha percorso il difficile cammino di un amore che non ha mai smesso di metterla alla prova. Il loro incontro, le loro scelte e le loro fragilità parlano non solo di un’epoca, ma anche di
ciò che rende universale ogni esistenza: il desiderio di essere amati, la paura di sbagliare, la forza – e talvolta il tormento – del destino. Le pagine che seguono restituiscono una vita intera: i trionfi, gli errori, le assenze, gli ultimi anni segnati dalla solitudine e dalla memoria che si affievolisce.
Giovanni, l’ultimo fantino non è soltanto la storia di un uomo, ma il tassello mancante di una vicenda più grande, un ponte che collega due romanzi e due anime molto diverse. È il ritratto di un mondo che cambia, di sentimenti che restano e di un’autrice che, libro dopo libro, dà voce alle vite che meritano di essere ricordate.